L’ellisse possiede la piena consapevolezza del concetto classico di architettura, vale a dire la necessità di porsi in un rapporto diretto con lo spazio nella quale si colloca, operando in simbiosi con le componenti ambientali. L’infinita distesa del deserto, l’immensa volta di un cielo privo di nubi, il sole ardente che emana una luce quasi priva di ombre è la sostanza di cui si nutre l’opera: l’ordine assoluto, eterno, contraddistinto da permanenza e struttura. Come nelle grandi architetture del passato non vi è scissione tra arte e tecnica o tra ricerca della bellezza e metodo di costruzione; la soluzione statica si iscrive nella “geometria qualitativa” che regge l’intera costruzione e che non è mai priva di una portata simbolica. E’ una costruzione semplice; un prisma a sezione triangolare che forma un nastro ad andamento continuo ed aerodinamico. Ne risulta un’ellisse schiacciata ai due fuochi e leggermente ruotata rispetto il suo asse verticale. La parte inferiore è un solido monolite in cemento che sostiene e controbilancia la spinta laterale della parte superiore, leggera ed aerea, in acciaio e vetro. Le due parti sono diverse ma simili: positivo e negativo esistono solo perché unite in un vincolo indissolubile, nel “matrimonio tra cielo e terra” si celebrano infatti le proprietà cosmiche assolute. Al contempo, la costruzione sembra sfidare gli equilibri statici; appare miracolosamente appoggiata al terreno in una sorta di virtuosismo progettuale che determina effetti stranianti nella percezione dello spazio. L’ellisse alta 155 metri consente l’accesso ai visitatori fin sulla sommità per godere di una emozionante visione panoramica di Dubai. Gli ascensori sono delle capsule trasparenti che si muovono all’interno della parte più larga della sezione triangolare; durante la salita il visitatore viene sollecitato a sperimentare la straordinaria esperienza del passaggio tra la terra e il cielo, tra il buio e la luce. Come l’esperienza della luce alla fine del tunnel, dallo spazio ipogeo della hall si passa, attraverso continue modifiche delle percezioni spaziali, cromatiche e luminose, alla sospensione nel vuoto della parte più alta dell’ellisse. Con l’obiettivo di ammirare Dubai dall’alto, il visitatore sperimenta con il proprio corpo una sensazione che non fissa l’istante ma combina le diverse esperienze del movimento e dell’elevazione