© Studio Castiglioni & Nardi aa . Pubblicata il 15 Maggio 2009.
L’area di progetto si inquadra all’interno di un contesto territoriale che non può prescindere dalle relazioni con l’ambito locale del Golfo degli Angeli; il promontorio di Cala Mosca emerge come elemento fisico e percettibile di una matrice ambientale che nell’articolazione di aree umide e costruito restituisce l’organizzazione spaziale della città. Il nucleo urbano della città di Quartu Sant’Elena trova il suo sedime all’interno di questa matrice, compatto al suo interno, sfrangiato nell’avvicinarsi al litorale, chiuso nella sua espansione ad est dall’infrastruttura della s.s. 554; proprio tale infrastruttura, asse portante dei flussi e proiezione dalla terra al mare, da interno a esterno, diviene però limite difficilmente valicabile nella proiezione della città verso il territorio, spazio dove ha luogo il progetto del Campus di Istituti Superiori di Quartu Sant’Elena. Questa fascia, compresa tra i 10 e i 20 metri sopra il livello del mare, acquisisce così una importanza che va oltre la scala dell’edificio per divenire elemento di senso e frontiera relazionale tra frammenti di urbanità sparsi ed autoreferenziali; la città si leva così come recettore e condensatore di un sistema di area vasta che nel progetto di microambito intende esprimere i suoi significati spaziali e sociali. La strategia progettuale si intride degli aspetti contestuali, legge la struttura della morfologia esistente per restituire una maggiore definizione e ordine. Il progetto mira alla costruzione di un grande spazio pubblico contemporaneo, tramite la realizzazione di un parco urbano per il territorio della città di Quartu Sant’ Elena, spazi della cultura e dell’istruzione, luoghi di aggregazione che si declinano nelle forme di scoperta di una nuova qualità ambientale. La campagna, arrivando da Est e incontrandosi con la città, si modella sulle linee urbane, le curve si regolarizzano andando a strutturare uno spazio di fruizione pubblica che discende piano dopo piano fino a trovare la forza di saltare l’infrastruttura della ss 554 e agganciarsi alla trama del centro abitato. I terrazzamenti esistenti vengono riletti secondo una direzione precisa, la stessa che ordina l’intero impianto e che articola l’edificio; l’orientamento NW-SE è quella che taglia i venti dominanti e che permette un’ ottimale esposizione solare, riducendo al minimo la dimensione del fronte sud dell’edificio e consentendo il soleggiamento degli spazi aperti. Sistemi di “setti vuoti”, elementi metallici su cui poter agganciare reti filtro, pannelli per esposizioni o graffiti, o semplicemente capaci consentire l’arrampicarsi del verde verticale, rafforzano l’impianto, segnano i salti di quota tra un terrazzamento e l’altro e favoriscono l’ombreggiamento dello spazio pubblico oltre che garantirne una flessibilità funzionale. Il nuovo edificio del Liceo Artistico non è che parte di questa nuova morfologia, si slancia a stecca verso la parte nord del Campus fino a trovare la sua estensione nell’elemento di passaggio della passerella; quest’ultima diviene così, insieme alla “gemella degli impianti sportivi”, il filo di connessione tra l’area dell’Istituto Tecnico Commerciale Primo Levi e gli spazi degli altri istituti.
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Il nuovo edificio emerge come parte della morfologia dell’impianto urbano, una stecca che, lavorando sui limiti orizzontali e verticali imposti dal bando (12 m e 7 m di altezza, oltre che la distanza obbligatoria dai confini), definisce la chiarezza di tre piani, ognuno con un proprio terrazzamento di riferimento, rispetto ai quali si organizzano i differenti livelli funzionali dell’edificio. Il piano centrale dei 2.50 m (rispetto allo 0 di progetto) entra dal lato est nell’edificio organizzando il livello principale di accesso alle aule dedicate alle lezioni frontali; qua troviamo anche lo spazio dedicato all’ampliamento del liceo scientifico con la possibilità di un facile collegamento futuro in continuità con il liceo artistico. Il livello inferiore, a quota -1 m, ospita, ordinati in batteria secondo tipologia e modalità di lavoro, tutti i laboratori dedicati alle attività artistiche. Le grandi aperture sul lato ovest, oltre che garantire un controllo della luce all’interno degli spazi di lavoro, relaziona in maniera diretta i laboratori con spazi esterni attrezzati di sperimentazione ed elaborazione artistica; in questo caso il setto strutturante l’impianto urbano del Campus diviene elemento funzionale alle attività didattiche e ludiche. Una “camera di convezione” fa da cuscinetto tra gli ambienti interni all’edificio ed il controterra; tale accorgimento consente allo stesso tempo di proteggere le strutture dall’umidità del terreno, trovare un alloggio sicuro e discreto per gli impianti dell’edificio e articolare questo “canale” come ambiente in cui l’inerzia termica contenuta nella massa del terrazzamento viene sfruttata per il raffrescamento dell’edificio nei periodi più caldi a costi molto ridotti. Il livello + 7 m, mostra i caratteri semipubblici dell’intervento; lo spazio dedicato alla didattica (laboratori di chimica, fisica e storia dell’arte) si integra con “ambienti di formazione aperta” come la biblioteca ed i laboratori informatici. In questi spazi avviene la massima integrazione ed interazione tra interno ed esterno, il camminamento sospeso di connessione alla parte nord del Campus si fonde agli spazi dell’edificio strutturandone gli ambienti di socializzazione ed incontro, per poi proseguire sulla grande terrazza dove l’altezza consente uno sguardo rivolto al paesaggio ed al territorio. Due grandi triple altezze organizzano la distribuzione verticale all’interno dell’edificio, oltre che garantire due momenti di controllo degli accessi nel momento in cui lo spazio converge guidato dalla luce. Quest’ultima è estremamente controllata grazie alla pelle che avvolge il volume in continuità con la passerella sul lato est e agganciata ai due livelli alti sul lato ovest; la pelle, filtrando i raggi solari diretti consente anche un controllo microclimatico degli ambienti. I laboratori al livello +7 m, scatole all’interno del piano semipubblico, per le funzioni che ospitano, vengono illuminate dalla copertura, grazie ad un sistema di sheds che consentono anche l’alloggiamento del sistema di produzione di energia elettrica fotovoltaica. L’unico elemento estraneo al volume della stecca ospitante il liceo artistico è il piccolo padiglione su cui si avvolge e ridiscende la passerella; questo, pensato come uno spazio minimo ed introverso, opaco verso l’esterno, ospiterebbe piccoli eventi artistici come mostre temporanee o installazioni nella definizione di uno spazio pubblico concluso sul fronte dell’edificio principale.
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