© Agostino Marinoni . Pubblicata il 14 Marzo 2011.
Dubai, oltre ad essere al centro di interessi economici internazionali, è indubbiamente diventata icona di innovazione ed imprese eccezionali. Tutti conoscono le Palm Islands, The World e gli altri progetti creati dal nulla. Star di Hollywood e società internazionali si contendono un mercato immobiliare che probabilmente non ha eguali, come sviluppo, per la sua velocità e versatilità. Questo, in poco tempo, ha fatto di Dubai il paradiso degli architetti. Luogo in cui ogni esperimento architettonico è possibile. Oggi molti dei progetti più interessanti sono qui, ma, di fatto, ogni nuovo progetto ha avuto la pretesa di diventare il simbolo della città con il risultato di creare una sorta di paese delle meraviglie per l’architettura. In quest’ottica è difficile creare l’ennesima architettura-simbolo. L’attuale linguaggio architettonico mondiale è basato, per la maggior parte dei casi, o sull’astrazione, che un po come nell’arte è ormai diventata fine a se stessa, o sulla semplice creazione fantasiosa.Per questo motivo difficilmente un’altra architettura convenzionale, per quanto straordinaria, diventerebbe il simbolo che si vuole ottenere, anche se lo diventasse ci potrebbe essere una progettazione ancora più sorprendente. L’unica possibilità è quella di rifugiarsi nel campo del figurativo. Ovvero bisogna staccarsi da quello che è oggi il linguaggio architettonico internazionale. Non ci si può inventare un linguaggio figurativo. Bisogna semplicemente guardare quello che si vuole rappresentare e poi disegnarlo. Quindi ci si deve domandare quale figura, oggi e da sempre, rappresenti Dubai. Questa figura è la palma, tanto che alle prime isole ad essere state create dal nulla si è data quella forma, facendone un’ icona riconoscibile a livello mondiale. La nostra scelta è quindi quella di costruire un palma. Anche se inizialmente sembra un’idea troppo semplice, facilmente ci si rende conto che struttura, funzionamento e simbologia figurativa concorrono tutte, contemporaneamente, alla rappresentazione di Dubai. Un non-edificio sia dal punto di vista funzionale che di forma. Non un edificio, ma un simbolo immediatamente riconoscibile, anzi inconfondibile anche nel variegato skyline della città.Con: Arch. Domenico Papalia, Arch. Linda Pizzocaro, Arch. Masahiro Matsuno
© Agostino Marinoni . Pubblicata il 14 Marzo 2011.
© Agostino Marinoni . Pubblicata il 14 Marzo 2011.
© Agostino Marinoni . Pubblicata il 18 Maggio 2009.
© Agostino Marinoni . Pubblicata il 14 Marzo 2011.
© Agostino Marinoni . Pubblicata il 18 Maggio 2009.