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Cavernago (BG), Italia

Opere Di Sistemazione E Riqualificazione Ambientale Del Tronco Di Strada Di Via B. Colleoni E Delle Aree Edificabili Fino Al Castello A Cavernago (bg)

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L’area della Calciana oggetto d’intervento è sita nel comune di Cavernago, situato fra la roggia Borgogna e il limite superiore della fascia dei fontanili. Si trova a 199 metri sul livello del mare e dista da Bergamo 12 chilometri.

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La superficie del territorio comunale è di 7,46 chilometri quadrati.

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Sembra un paese di campagna come tanti altri con solenni cascinali circondati da numerosi campi, ma ha la peculiarità di avere sul proprio territorio ben due castelli, il primo detto appunto di Cavernago, mentre il secondo è quello di Malpaga un tempo maniero di proprietà del condottiero Bartolomeo Colleoni.

L’amministrazione comunale intende affrontare la sistemazione del fondo stradale e garantire il raggiungimento di un certo standard di sicurezza della strada campestre, che corre sul lato nord del castello di Cavernago e poi piega, tra i campi coltivati, in direzione sud-ovest, verso l’abitato del paese.

L’intervento, viste le peculiarità dei luoghi e del contesto, sarà teso al massimo rispetto dell’esistente non modificando alcuna relazione con l’intorno, anche ai sensi del D.Lgs. 42/2004 e nel rispetto del Decreto di vincolo del 15 ottobre 1998 del Ministro per i Beni Culturali ed Ambientali.

La consistenza storica dei manufatti presenti sul territorio appare significativa ed evidenzia fortemente la particolare conformazione storico-paesistica del luogo.

D’altra parte, il castello è situato ai confini del paese, ed un tempo era parte di un vasto latifondo di proprietà dei canonici della Cattedrale di Bergamo, fu acquistato dal capitano di ventura Bartolomeo Colleoni, quattordici anni dopo l’acquisto dell’altro suo castello di Malaga.

La strada campestre, che è prossima al Castello, un significativo elemento tutt’oggi ancora esistente, che permette di raggiungere direttamente il centro abitato di Cavernago, perciò è quanto meno indispensabile rispettare il vincolo atto a garantire la salvaguardia dell’integrità del castello, delle condizioni di prospettiva, luce, cornice ambientale e decoro e che a cosicché l’area deve rimanere libera da ulteriori costruzioni e non deve essere oggetto di movimenti di terra (ad esclusione di quelli agronomico/botanici).

Si è potuto appurare che scopo dichiarato del vincolo, verificato circa gli interventi ammissibili sull’area, è quello di preservare l’area che circonda il quadrato fortilizio come cornice originale, ricca di suggestioni pittoriche, in armonia con l’espressione agricola che connota, ancor oggi, la vasta pianura bergamasca, cosicché mantiene vivo il contesto ed il castello stesso di una umanità che ne fa il cuore pulsante di questo brano di paesaggio rurale.

Dall’esame delle mappe del Catasto Lombardo Veneto (1853) e del Cessato Catasto (1935) è evidente la presenza dell’immobile denominato ”Castello di Cavernago”, segnato in catasto al foglio 4, particella 219; inoltre si riscontra la presenza della Strada Comunale di Cavernago, attuale via Castello – via B. Colleoni. Non è invece presente la via che attualmente si innesta,

formando un angolo acuto, sulla strada che passa tangente il castello.

Dopo aver accuratamente verificato la reale consistenza storica dei manufatti, con le dovute analisi e considerazioni, si può affermare che, l’opera di sistemazione e riqualificazione ambientale del tronco di strada di via Castello – via B. Colleoni, è frutto di un apprezzamento non arbitrario e significativo del luogo insediativo di interesse culturale.

L’analisi condotta sul territorio interessato dall’intervento evidenzia la presenza di una strada campestre, prossima al Castello, che permette di raggiungere direttamente il centro abitato di Cavernago evitando l’attuale strada provinciale, particolarmente trafficata e sicuramente molto pericolosa, non avendo in essere particolari manufatti che garantiscano la sua percorribilità in assoluta sicurezza ad esempio a livello ciclo-pedonale.

Nel rispetto del già citato Decreto di vincolo del 15 ottobre 1998 del Ministro per i Beni Culturali ed Ambientali, il quale stabilisce che l’area deve rimanere libera da ulteriori costruzioni e non deve essere oggetto di movimenti di terra, nonché deve garantire la salvaguardia dell’integrità del castello, delle condizioni di prospettiva, luce, cornice ambientale e decoro; la strada oggetto di intervento non dovrà essere pensata come un percorso con caratteri urbani, bensì dovrà essere atta a mantiene integro il suo carattere campestre, senza alcuna alterazione della morfologia del terreno. Infatti i terreni circostanti hanno da almeno due secoli l’attuale destinazione agricola, perciò è indispensabile mantenere inalterato lo stato attuale dell’ambiente, per evidenziare come esso sia ancora connotato dal paesaggio agreste, senza compromette i valori di visibilità

presidiati dal vincolo, attraverso un intervento mirato a garantire una più idonea e sicura fruizione della strada, la quale attualmente presenta evidenti sconnessioni del piano di calpestio.

Infatti le attuali condizioni d’uso della strada risultano particolarmente disagevoli per chiunque la utilizzi per spostarsi a piedi o in bicicletta, per la presenza di numerosi avvallamenti e buche nonché di polvere; condizioni che peggiorano enormemente in condizioni di bagnato, durante e dopo precipitazioni atmosferiche. Certamente lo stesso disagio avviene anche paradossalmente per chi transita con mezzi a motore che devono deviare dal loro percorso per evitare lo sprofondamento delle ruote.

Durante le ore notturne la strada rimane completamente al buio ed eventuali spostamenti nelle condizioni sopra descritte risultano a dir poco difficoltose o addirittura impraticabili; la totale mancanza di illuminazione non garantisce in ogni caso i benché minimi standard di sicurezza per chi si avventura di notte lungo il percorso che va dal castello al centro abitato di Cavernago.

Il progetto prevede pertanto di mantenere la strada assolutamente coerente a quella attualmente esistente.

L’intervento, inteso ad affrontare la sistemazione del fondo stradale, non prevede scavi, sbancamenti e alterazioni sensibili dello stato dei luoghi, tali da sconvolgere o anche modificare lievemente la situazione ambientale.

Inoltre il progetto è mirato a garantire un certo standard di sicurezza della strada campestre, prevedendo un ripristino del piano di calpestio ed una più o meno regolare rete di illuminazione stradale, il più contenuta possibile e secondo le specifiche degli Enti preposti.

Il piano di calpestio sarà realizzato con finitura tipo “macadam”, costituito da frantumato steso e rullato, mediante apposita macchina e miscelato con una piccola quantità di legante per mantenerlo coeso e stabile (del quale si allegano alla presente relazione, alcune immagini storiche di come erano realizzate alcune strade già nel corso del XIX sec. e di alcune odierne realizzazioni in contesti per così dire analoghi, soprattutto percorsi in parchi o aree a verde, piste ciclo-pedonali in contesti particolari, quali boschi ed aree del tutto simili a quelle in oggetto, là dove ai necessari standard odierni di sicurezza e percorribilità delle strade si voglia mantenere un evidente e necessario rapporto con l’intorno).

Il materiale utilizzato sarà di tipo naturale nel colore delle terre e garantirà il ripristino dei piani e delle pendenze atte al normale e corretto deflusso delle acque piovane riducendo ristagni e formazione di buche.

L’illuminazione sarà realizzata su un solo lato della strada, oosizionando i pozzetti, per i punti illuminanti, ad una distanza di 40 m tra loro equidistanti.

Il progetto propone una soluzione dei corpi illuminanti che ricordano delle fiaccole, chiaro riferimento al contesto del luogo, quasi a memoria dei fuochi di guardia al castello;

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