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Milano (MI), Italia

Evolutive Space

_news from Italy (*)

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Image: Studio Ghigos © All rights reserved.

Evolutive Space è un’aula per l’apprendimento aperta a nuovi stimoli e in continuo cambiamento; essa sconvolge l’ insegnamento tradizionale poiché è stata concepita come uno spazio in cui l’apprendimento è determinato dall’emergere di mutevoli sensazioni. Evolutive Space “interagisce e vive”, non è più un semplice involucro ma quasi un utero materno che cambia a seconda del tempo e delle istanze: è un progetto dinamico e pronto alle nuove sfide dell’apprendimento futuro.

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Image: Studio Ghigos © All rights reserved.

La ricerca è nata dalla constatazione di come lo spazio scolastico attuale e il sistema di apprendimento stereotipato siano ormai logorati nella loro struttura più profonda e non solo formale; non si propone dunque una semplice rivisitazione spaziale dell’ ”oggetto aula”, ma una vera e propria riflessione critica sulle dinamiche e sulle modalità di insegnamento. La partecipazione ed il coinvolgimento in prima persona di ogni discente è fondamentale per condurlo all’interno di una multisensorialità spontanea e totale, che non lo rende più un semplice uditore di una lezione preconfezionata.

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Image: Studio Ghigos © All rights reserved.

L’intento è quello di far partecipare un gruppo d’apprendimento ad un’esperienza “situazionale”: mediante il coinvolgimento di più sensi si è cercato di portare l’individuo ad un “grado zero” di conoscenza, mettendo in discussione ogni luogo comune e annullando il rapporto stesso di “sudditanza” alunno-docente. In tale ottica la figura dell’insegnante non è più l’apice di una struttura gerarchica piramidale quanto una guida, un compagno, in un rapporto spontaneo e di totale fiducia.

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Image: Studio Ghigos © All rights reserved.

Lo spazio e la sua percezione hanno un ruolo fondamentale nella definizione di tali relazioni: spazi con forti assialità, come quelli che siamo stati abituati a conoscere a scuola, ribadiscono infatti il distacco culturale tra alunno e insegnante ed hanno ripercussioni sull’apprendimento individuale. Evolutive Space nega invece, già formalmente, ogni direzionalità.

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Image: Studio Ghigos © All rights reserved.

La struttura del progetto, che risulta puntualmente deformabile, si articola in una sequenza di archi a sezione tubolare di varie tipologie, irrorati da un gran numero di distanziatori che, attraverso un doppio livello di scorrimento, garantiscono deformazioni spaziali avvertibili all’interno, ma anche percepibili all’esterno.

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Image: Studio Ghigos © All rights reserved.

A micro-deformazioni (assicurate da molle elastiche montate su piastre di trasmissione attivabili dalla pressione esercitata durante l’investigazione tattile dello spazio) si possono infatti associare anche macro-deformazioni meccaniche (tramite movimenti calibrati applicati su ciascun perno di trasmissione). L’individuo, posto al centro dell’esperienza sensoriale, può così modificare lo spazio nella sua interfacia tra interno ed esterno; in questa investigazione tattile può inoltre percepire un tepore più o meno intenso grazie ad una schermatura superficiale accostata a cuscinetti di gel ad accumulo-trasmissione termica.

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Image: Studio Ghigos © All rights reserved.

Lo spazio per l’apprendimento risulta quindi totalmente deformabile ed in questo senso il progetto rivive le esperienze dell’architettura pneumatica di Alviani, in cui già si intravedeva la coscienza del concetto di deformabilità, fin da allora considerata come adeguata risposta a quella “multivariabilità di fabbisogni spaziali” che si esprime nella quotidianità di ogni esperienza.

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Image: Studio Ghigos © All rights reserved.

Evolutive Space è infine caratterizzato da display pieghevoli pensati come schermi che avvolgono l’aula e consentono di cambiare il contesto iconografico in base al tipo di attività svolta. Uno schermo come una lavagna, ma flessibile come una tenda.

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Image: Studio Ghigos © All rights reserved.

Si tratta di schermi LEP a quarzi liquidi, leggeri ma resistenti, provenienti dalla ricerca del CDT (Cambrige Display Tecnology); il materiale plastico usato può essere modificato cromaticamente punto per punto, offrendo una resa luminosa stabile senza bisogno di retroilluminazione. A differenza degli schermi LCD, inoltre, questi schermi possono essere osservati da qualsiasi angolazione e la loro costituzione a polimeri morbidi permette la libera modellazione dello spazio confinato: un “abito mediatico” ad elevato grado di interattività che si adatta a diverse configurazioni.

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Image: Studio Ghigos © All rights reserved.

Il coinvolgimento dei singoli si attua così a tre livelli: visivo, grazie agli schermi LEP, tattile, stimolato dal calore intrinseco alle pareti, e spaziale, essendo il sistema modificabile attraverso il complesso di pistoni.

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Image: Studio Ghigos © All rights reserved.

Parliamo quindi di “spazi evolutivi” ed “evoluzioni dello spazio”, in un processo di apprendimento e di crescita reciproca tra alunno e insegnante; parliamo di spazio e percezione, facendo dell’individuo un attore protagonista di un’esplorazione spazio-sensoriale.

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Image: Studio Ghigos © All rights reserved.


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This project appeared on europaconcorsi home page slideshow dedicated to italian architecture. The series was realized in cooperation with Luca Molinari. We thank him for his help, kindness and professional advice.

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