planimetria generale
© Marco Sessa . Published on May 21, 2009.
Il giardino di Marcovaldo
sezione trasversale
© Marco Sessa . Published on May 21, 2009.
“Ad un certo punto dell’anno, cominciava il mese d’agosto (…) Per tutto l’anno Marcovaldo aveva sognato di poter usare le strade come strade, cioè camminandoci nel mezzo: ora poteva farlo, e poteva anche passare i semafori col rosso, e attraversare in diagonale, e fermarsi nel centro delle piazze. Ma capì che il piacere non era tanto il fare queste cose insolite, quanto il vedere tutto in un altro modo: le vie come fondovalli, o letti di fiumi in secca, le case come blocchi di montagne scoscese, o pareti di scogliera.” Marcovaldo, Italo Calvino,1963
il giardino dello smarrimento
© Marco Sessa . Published on May 21, 2009.
Il protagonista coglie l’occasione dell’agosto in città o di una fitta nevicata invernale per immaginare una città fantastica, dove i grattaceli si trasformano in montagne e la neve in una pagina bianca da ridisegnare a proprio piacimento.
il giardino fantastico
© Marco Sessa . Published on May 21, 2009.
Il giardino è concepito come il susseguirsi di due ambienti che rappresentano gli stati d’animo dell’uomo moderno: un momento di alienazione dalla vita cittadina si tramuta nella visione ad occhi aperti di una realtà fantastica. Varcando la soglia del giardino, ci si inoltra in un paesaggio omogeneo e calmo caratterizzato da ghiaia bianca, arbusti bassi dal fogliame o fiore grigio-bianco. E’ il momento della perdita dell’orientamento. Addentrandosi nel giardino, la natura diventa rigogliosa, si manifestano fantasie e allucinazioni. Esemplari arborei ad alto fusto sostituiscono i bassi arbusti, la ghiaia lascia spazio alla terra. Gli artefici dell’uomo diventano parti della natura, così la ruota di una bicicletta è il sole che tramonta tra le fronde degli alberi.
Rifare la città, ammucchiare montagne alte come case, che nessuno avrebbe potuto distinguere dalle case vere.
© Marco Sessa . Published on May 21, 2009.
Intorno c'erano muri di giardini e dentro gli alberi. – Sono giardini... una specie di cortili... –spiegava il padre–
© Marco Sessa . Published on May 21, 2009.
Aveva questo Marcovaldo un occhio poco adatto alla vita di città
© Marco Sessa . Published on May 21, 2009.
In certi punti, al ceppo degli alberi, sembrava si gonfiassero bernoccoli che qua e là s’aprivano.
© Marco Sessa . Published on May 21, 2009.
Aperse la finestra: la città non c’era più, era stata sostituita da un foglio bianco.
© Marco Sessa . Published on May 21, 2009.
Restavano lì in cortile, uomo e pianta, l’uno di fronte all’altra
© Marco Sessa . Published on May 21, 2009.
© Marco Sessa . Published on May 21, 2009.
A un certo punto dell’anno, cominciava il mese d’agosto.
© Marco Sessa . Published on May 21, 2009.