Projects
Frontcovers
Top Favorites
Latest
Competitions
Albums
Details
Newsletters
Modena (MO), Italia

il giardino di marcovaldo

festival Modena garden

Atelierdelleverdure_pianta_large

planimetria generale

Il giardino di Marcovaldo

Atelierdelleverdure_sezione_large

sezione trasversale

“Ad un certo punto dell’anno, cominciava il mese d’agosto (…) Per tutto l’anno Marcovaldo aveva sognato di poter usare le strade come strade, cioè camminandoci nel mezzo: ora poteva farlo, e poteva anche passare i semafori col rosso, e attraversare in diagonale, e fermarsi nel centro delle piazze. Ma capì che il piacere non era tanto il fare queste cose insolite, quanto il vedere tutto in un altro modo: le vie come fondovalli, o letti di fiumi in secca, le case come blocchi di montagne scoscese, o pareti di scogliera.” Marcovaldo, Italo Calvino,1963

A1_large

il giardino dello smarrimento

Il protagonista coglie l’occasione dell’agosto in città o di una fitta nevicata invernale per immaginare una città fantastica, dove i grattaceli si trasformano in montagne e la neve in una pagina bianca da ridisegnare a proprio piacimento.

A2_large

il giardino fantastico

Il giardino è concepito come il susseguirsi di due ambienti che rappresentano gli stati d’animo dell’uomo moderno: un momento di alienazione dalla vita cittadina si tramuta nella visione ad occhi aperti di una realtà fantastica. Varcando la soglia del giardino, ci si inoltra in un paesaggio omogeneo e calmo caratterizzato da ghiaia bianca, arbusti bassi dal fogliame o fiore grigio-bianco. E’ il momento della perdita dell’orientamento. Addentrandosi nel giardino, la natura diventa rigogliosa, si manifestano fantasie e allucinazioni. Esemplari arborei ad alto fusto sostituiscono i bassi arbusti, la ghiaia lascia spazio alla terra. Gli artefici dell’uomo diventano parti della natura, così la ruota di una bicicletta è il sole che tramonta tra le fronde degli alberi.

B1_large

Rifare la città, ammucchiare montagne alte come case, che nessuno avrebbe potuto distinguere dalle case vere.

B2_large

Intorno c'erano muri di giardini e dentro gli alberi. – Sono giardini... una specie di cortili... –spiegava il padre–

C_large

Aveva questo Marcovaldo un occhio poco adatto alla vita di città

D_large

In certi punti, al ceppo degli alberi, sembrava si gonfiassero bernoccoli che qua e là s’aprivano.

P1010565_large

Aperse la finestra: la città non c’era più, era stata sostituita da un foglio bianco.

P1010657_large

Restavano lì in cortile, uomo e pianta, l’uno di fronte all’altra

E_large

Dscn0238_large

A un certo punto dell’anno, cominciava il mese d’agosto.

4