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Bari (BA), Italia

Riqualificazione del fronte-mare del litorale di S. Girolamo – Fesca

Manfredi Nicoletti, Luca Nicoletti, GDAdesign | arch. Giancarlo dell'Aquila , Modimar S.r.l., Studio Associato Di Marzo, Pasquale Pugliese, Rocco Luciano Uva

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Riqualificazione urbana – San Girolamo-Fesca

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Ridisegno urbano e protezione della costa L’intervento da realizzare ha due principali ordini di esigenze da soddisfare: la protezione dalla costa oggi soggetta alle violente mareggiate poiché priva di ogni protezione dal mare e allo stesso tempo la riqualificazione dell’intero quartiere oggetto nel tempo di crescita caotica e senza programmazione che ad oggi ha prevalente caratteristica di dormitorio ed è privo di tutti i servizi alla collettività, mentre quei pochi sorti, non hanno criteri di organizzazione. E’ necessario ridare identità al quartiere dotare l’area di luoghi d’intrattenimento e di verde pubblico di cui è totalmente priva, allo stesso tempo creare delle dinamiche di sviluppo che favoriscano l’insediarsi di nuove attività economiche anche piccole ma diffuse. Il rifacimento del lungo mare è l’occasione per riuscire ad intervenire su tali aspetti ed attivare dinamiche sociali ed economiche che potrebbero essere rafforzate anche dal nuovo piano regolatore comunale in fase di progettazione, per verificare e mettere a punto le esigenze ancora presenti sull’area e non soddisfatte dalla precedente pianificazione urbana orami superata.

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L’accessibilità e mobilità Da un punto di vista strategico l’intervento di riqualificazione del Lungo Mare sebbene si rivolge ad un utenza prevalentemente locale (Bari nord) più che urbana si pone come ideale prosecuzione del recupero delle coste “urbane” già realizzate a Bari sud che hanno avuto buon esito e gradimento e sono ancora in fase di ampliamento. Tali iniziativa creerà un nuovo polo attrattivo che influenzerà la vita del quartiere creando delle dinamiche positive a livello di economia locale. L’utenza delle nuove aree balneari si allargherà immediatamente anche ai quartieri nell’immediato entro terra come San Paolo e S. Cecilia, oltretutto già collegati all’area tramite la ferrovia metropolitana grazie alla stazione San Girolamo – Fesca. Inoltre bisogna valutare la facile e comoda accessibilità veicolare all’area grazie alla prossimità dello svincolo della 16bis e della strada Napoli in entrata e uscita da Bari, in prossimità delle aree di completamento ancora da realizzare che potranno essere coinvolte dalla riqualificazione con un disegno coerente e con funzioni altrettanto collegate, magari di commercio e servizio oggi totalmente carenti nel quartiere. Sarebbe opportuno completare lo svincolo nord della 16 bis, che oggi manca dell’accesso diretto a ponente del quartiere, sebbene esista già un uscita arrivando da nord, ma che non consente l’entrata in San Girolamo. La realizzazione di un piccolo tratto stradale completerà facilmente tale accesso, disimpegnando la viabilità interna al quartiere, al contrario di come succede oggi dovendo entrare da via Costa, baricentrica. In ottica di migliore accessibilità all’area anche da altri quartieri l’occasione della presenza della ferrovia metropolitana ed in sua prossimità di un parcheggio intermodale va arricchita con un servizio di bus navetta circolari, magari stagionale, che collegi le nuove aree di balneazione; ciò consentirebbe anche di ridurre il traffico veicolare in entrate nel quartiere a favore di mezzi pubblici. Migliorando l’accessibilità e attivando politica di minimizzazione del traffico veicolare si lavora sulla qualità ambientale pur innalzando l’offerta di servizi o creandola, come nel caso specifico. L’approssimarsi di altri quartieri, da un punto di vista dei tempi di percorrenza, concorre all’innalzamento dei valori immobiliari delle aree più prossime e delle meglio collegate coinvolgendo cosi in una dinamica positiva anche aree non immediatamente prossime all’area. Per concludere la concorrenza di tutti questi fattori di ottima accessibilità, l’assenza di commercio sia in scala media che grande nel quartiere e nelle prossimità dell’area nord insieme alla disponibilità nel quartiere di grandi lotti non ancora urbanizzati sono un ottima occasione per valutare d’inserire questo quartiere in una dinamica economica generale e più ampia che funzioni insieme alla riqualificazione costiera anche come occasione di ridisegnare la realtà economica.

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Viabilità ed il sistema di parcheggi: Percorsi pedonali, piste ciclabili, viabilità. La sistemazione proposta adottata si allinea alle scelte dell’amministrazione di completare la viabilità interna al quartiere San Girolamo, completando un anello che collega ai due stremi la viabilità interna e quella costiera. Il progetto si connette ad essa per arricchirne i percorsi e completarli con piste ciclabili e pedonalizzazione lungo la nuova passeggiata del lungo mare. La viabilità principale di accesso al quartiere una volta completata la via San Girolamo sarà ben risolta grazie agli svincoli esistenti e grazie all’intervento già pianificato dall’amministrazione di completare l’asse di via San Girolamo. Sebbene il traffico passante sul lungo mare già oggi è molto scarso, ed in futuro con la completata viabilità interna al quartiere sarà sempre meno utilizzato ai fini di attraversamento del quartiere, il progetto ritiene che la viabilità sul lungo mare sebbene ridisegnata, riorganizzata e dotata di rallentatori del traffico veicolare in corrispondenza degli attraversamenti pedonali, non debba avere sostanziali modifiche poiché risulta l’unica via di accesso al mare a fronte di una serie di piccole e piccolissime vie ortogonali alla costa che si frammentano nell’urbanizzazione presente. Si ritiene pertanto che la viabilità di accesso al lungo mare debba rimanere tale, dove il ridisegno del sedime stradale crea circa 800 stalli auto per poter accogliere gli utenti dei nuovi spazi di balneazione che arriveranno da altri quartieri. Per tanto su via 9 Maggio viene conservata la viabilità a doppio senso di marcia con la creazione di un sistema di parcheggi a pettine verso il mare e recuperando tutti i parcheggi possibili verso terra. I parcheggi saranno a pagamento e il ricavato contribuirà alle spese di manutenzione delle aree pubbliche. In corrispondenza degli attraversamenti pedonali saranno realizzati dei restringimenti del sedime stradale a favore del marciapiede pari all’ingombro degli stalli dei parcheggi e sulla strada verranno creati dei dossi per rallentare il traffico veicolare e per dissuadere all’utilizzo abituale della via costiera per l’attraversamento del quartiere. Al di la della fascia di parcheggi lato mare si sviluppa la passeggiata sul marciapiede che permette la possibilità di realizzare camminamenti , percorsi ciclabili e, grazie alla pavimentazione uniforme, anche attività di pattinaggio.

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Riqualificazione e ricostituzione della costa: il nuovo paesaggio urbano Da un punto di vista schematico il progetto si articola in tre fasce parallele alla costa che definiscono tre ambiti particolari: · la fascia stradale ridisegnata e organizzata per viabilità parcheggi e il marciapiede di raccordo fra ambiti, che costituisce anche un percorso ciclabile · la fascia del verde attrezzato (treccia) che include percorsi pedonali, aree di aggregazione, verde, isole d’ombra, aree sportive, strutture a servizio della balneazione · le spiagge per le attività specifiche di balneazione.

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In tal modo si soddisfano le esigenze basiche del concorso: generare nuovi spazi urbani sia per l’intrattenimento che per la balneazione, si genera una fascia intermedia tra spiaggia e strada che ha funzione sia di barriere al mare che di filtro tra ambiti differenti, con una quota mediamente più alta di 80 cm rispetto al piano stradale. Tale intervento prevede la creazione di una nuova area di terra sul mare da riportare, poiché la fascia costiera ha dimensioni talmente ridotte da non consentire alcun tipo d’intervento, tutta l’area risulta talmente antropizzata da non conservare alcuna caratteristica costiera originaria ed allo stesso tempo l’antropizzazione realizzata ha favorito il deperimento stesso della costa accelerando i processi di erosione. I vari interventi realizzati nel tempo hanno infine lasciato segni indelebili delle alterazioni con colate di cemento, scivoli a mare, piazzole per le ex colonie, poi lasciate al degrado, che hanno completato l’attuale scenario di degrado del litorale. La generazione del nuovo paesaggio urbano punta a liberare le visuale, a creare un sistema che si sviluppa su tutta la lunghezza del litorale coinvolto, ad arricchire il quartiere di spazi e dotazioni oggi assenti, ad abbandonare il vecchio modello dei bagni baresi sempre delimitati da alti muri che precludono la vista sul mare per chi arriva senza neanche lasciare presagire che cosa troverà all’interno del bagno. Si propone invece un modello che gioca con i dislivelli verticali per generare le delimitazioni delle aree senza rinunciare alla visione d’insieme. L’intero intervento è da intendersi come sistema che deve riorganizzare la fruizione della costa demaniale superando in fase progettuale gli interessi puntuali; una volta ridisegnato un modello generale sarà l’occasione di rivedere l’organizzazione delle politiche di concessioni e delle localizzazioni esistenti, a tratti apparentemente anche non legalizzate, di coinvolgere gli operatori locali che sono una fondamentale risorsa territoriale da preservare, all’interno di un quadro di interesse generale. La riqualificazione, le nuove infrastrutture ed i nuovi spazi per servizi generati sicuramente genereranno maggiori ritorni attraendo un maggior numero di utenti.

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Il progetto: tre fasce dalla terra al mare Il sistema dei pennelli: protezione e intrattenimento Indispensabili alla generazione di una protezione della costa devono essere realizzati dei “pennelli” in blocchi di pietra per proteggere il litorale dalle mareggiate soprattutto con direzione prevalente da nord-est e in minor parte da sud poiché nell’ombra delle strutture marine del porto di Bari. L’occasione di un intervento sul mare di un area urbana ha indotto i progettisti a voler creare un rapporto tra terra-città e mare: i pennelli vengono posizionati sulla continuazione delle principali vie che si attestano al lungomare in modo da creare prospettive e percorsi che uniscono costruito e mare. Tali pennelli avranno altezza di 1,5m sul livello del mare, saranno realizzati in blocchi di pietra per poter assorbire la forza dei frangenti laterali e proteggere le coste. Sulla testa di ogni pennello verrà realizzata una biforcazione dello stesso per creare maggiore protezione della costa aumentando l’efficacia della soluzione, pur senza realizzare una barriera continua di fronte a tutto il litorale e favorendo in tal modo una soluzione che garantisce il miglior ricambio d’acqua rispetto a sistemi più chiusi e minimizzando l’impatto delle opere. Il problema dei ricambi acqua non va sottovalutato poiché sono presenti nella zona antistante all’intervento praterie di Posidonia che con sistemi di barriere continue rischierebbero stagionalmente di accumularsi lungo il litorale (vedi lungo mare storico Nazzareno Sauro). I terminali dei pennelli saranno realizzati in modalità di barriere semisommerse giusto sotto il livello medio del mare e per cui poco invasive e lasciando buona visibilità dalla costa. Una volta realizzati i pennelli le acque più calme favoriranno le attività di balneazione in maggiore sicurezza. Sul nuovo litorale, protetto dall’azione del mare, diventa possibile realizzare interventi di sistemazione urbana limitandone anche gli aspetti manutentivo. Alla radice di ogni pennello si genera una piazza che ospita i chioschi fissi tutto l’anno che potranno avere funzione di ristorazione veloce, vendita prodotti ittici etc. La realizzazione dei pennelli viene presa come occasione di una nuova organizzazione degli spazi e del litorale e come elemento da sfruttare non sola dal punto di vista tecnico per la protezione della costa e organizzativo suddivisione delle spiagge libere e concessionate, ma anche per rendere facilmente ed in sicurezza praticabili attività sportive legate alla fruizione del mare senza generare commistione con la balneazione. Sui pennelli vengono realizzati percorsi in pietra e betonelle per garantire la massima durabilità e resistenza all’aggressività marina ed alle intemperie, saranno carrabili per garantire l’accessibilità ai mezzi sia di soccorso che per il raggiungimento occasionale della cima dei pennelli per potervi condurre attrezzature o altro; in coincidenza delle teste degli stessi vengono disposte ora approdi di canoe, windsurf o kitesurf. La testa dei pennelli in fine sarà arricchita da una serie di piattaforme galleggianti vincolate a dei corpi morti, su potranno essere posizionati chioschetti, palestre all’aperto o altro; Tali elementi rappresentano attrattive, nelle varie declinazioni che potrebbero assumere (piattaforma per eliporto, piscina galleggiante, punto ristoro) ed allo stesso tempo favoriscono la realizzazione di sport acquatici al di fuori delle acque sicure evitando le problematiche di pericolosa commistione fra bagnanti e attrezzature sportive. Tali elementi saranno removibili nella stagione invernale e depositati nell’ampliato rimessaggio in testa all’intervento o all’interno nella ampliata darsena dei pescatori. La treccia: passeggiate, intrattenimento, servizi e verde Il disegno paesaggistico ottenuto dall’intrecciarsi di tre percorsi pedonali che si sviluppa su tutto il litorale, diventa il segno caratterizzante dell’intervento che accorpando forma e funzione diviene evocativo del rinnovamento dell’area. I percorsi pedonali hanno un andamento altimetrico variabile oscillando all’intero di una variabile di 1,5m ed ad ogni intersezione hanno la stessa quota; tale varietà di quote contribuisce a creare il nuovo elemento urbano salendo e scendendo rispetto sia alla strada che rispetto alla spiaggia e offrendo ora viste alte ora spazi raccolti per incontrarsi e intrattenersi. In occasione dell’intersezione con i pennelli si generano delle piazze che raccordano i percorsi dei pennelli, ortogonali alla costa, con quelli paralleli ad essa. Nelle aree definite dall’intersezione dei tre percorsi si generano spazi pianeggianti o di raccordo che di volta i volta avranno funzioni differenti: da semplici aree verdi con alberi per zone d’ombra, piazzole attrezzate per locali, aree sportive con campetti play ground per il basket o pallavolo, cavee per spettacoli o semplice incontro. La pavimentazione è realizzata in pietra e autobloccanti per due percorsi ed in legno o plasticwood (materiale composito ecologico ottenuto dal 70% di riciclo di legno e polimeri a bassissima manutenzione e maggiore resistenza agli agenti atmosferici) per il terzo. In corrispondenza dei dislivelli superiori a 30cm verranno realizzati dei mancorrenti in acciaio e rete di nylon tesa. La spiaggia L’intera fascia della piaggia ottenuta con ripascimento in ciottoli rappresenta insieme ai pennelli l’elemento di protezione della costa, grazie alla conformazione degradante disperde l’energia delle onde che si frangono sulla costa e contribuisce alla protezione della stessa allontanando la linea d’acqua dalla strada, oggi soggetta alle ondate che si frangono in alcuni ponti invadendo tutta la carreggiata. La realizzazione della spiaggia è necessaria alla creazione degli spazi di fruizione per la balneazione oggi solo minimamente esistenti e per nulla organizzati. Come quasi tutti i quartieri della città qui si ripetuta la negazione del rapporto con il mare che continua ad essere “altro” dalla città. Dopo le realizzazioni di “Pane e Pomodoro” e “Torre Queta” questo ulteriore intervento di riqualificazione dell’area permette di continuare nella ricreazione del rapporto città mare. Non va trascurato che l’esteso arco temporale nell’anno ne consente un ampio sfruttamento da parte di cittadini anche non necessariamente solo per la balneazione. Le spiagge proposte avranno una fascia di larghezza compresa tra i 20 ed i 30 m, saranno realizzate con stratigrafie successive di diversa taglia (più grosse sotto e più fini superficialmente) per garantire stabilità nel tempo rispetto all’azione marina, fra gli strati opportunamente calibrate e studiate saranno poste membrane di tipo TNT che manterranno più stabile la stratigrafia. Il manto di copertura della spiaggia potrebbe essere di ciottoli di dimensioni calibrate in modo da non essere eccessivamente piccola per essere possibile oggetto di trasporto aere in caso di mareggiare e non troppo grande per evitare di accentuare il fenomeno di generazione di una berna(gradone) in caso di mareggiate. La sabbia sebbene da un punto di vista fruitivo presenti alcuni vantaggi, da un punto di vista di stabilità dell’opera, tendendosi a disperdere necessita nel tempo di ricariche, sicuramente onerose dal punto di vista economico e manutentivo; le recenti difficoltà presentate nella risoluzione di ricariche di sabbia nel leccese che ha avuto una lunga disputa con il brindisino per l’utilizzo di sabbie reperibili nel territorio pugliese, dovrebbe portare a valutare in tal caso l’acquisto di sabbie dal litorale albanese che si è mostrato fino ad oggi disponibile. Bisogna tenere in conto che in ogni caso la tipologia di riapascimento dovrà tenere in conto che dovranno essere valutate la compatibilità delle sabbie o dei ciottoli riportati sia da un punto di vista tipologico, granulometrico, cromatico per garantire la migliore riuscita dell’intervento, la sua durata ed infine il gradimento. Tale processo di selezione è da attuarsi in fasi più avanzate della progettazione.

Rimessaggio e darsena nautica per pescatori Oggi sul limitare del litorale di ponente esiste una piccola conca naturale che ha subito nel tempo una serie di opere di difesa dalle acque che ne hanno alterato la naturale conformazione senza tutta via riuscire a creare una vera protezione dalle mareggiate provenienti da ponente. Intorno a questa piccola conca è nata una piccola attività di pescatori per vi lasciano le loro imbarcazioni e sono costretti a tirale in secca ad ogni mareggiata per la precarietà della struttura esponendo gli stessi al rischio di vedersi danneggiate le imbarcazioni. Allo stesso tempo al lato di tale piccola conca è stata realizzata un attività di rimessaggio che non appare coerente con alcun strumento urbanistico vigente. L’intervento prende spunto da tale intervento per riorganizzare una area interessante e che rappresenta l’attestazione dell’intero intervento di riqualificazione dell’area. Si propone per tanto la realizzazione di una darsena per pescatori ingrandita sfruttando il braccio di mare esistente ed estendendolo per riuscire a proteggere l’area dalle mareggiate di ponente e per potermi ormeggiare le barche dei pescatori e consentire l’ormeggio di piccole imbarcazioni. L’area del rimessaggio viene riorganizzata lungo la lama Balice collegata alla viabilità esistente e provvista di accesso diretto alla darsena per favorire le operazioni di spostamento delle barche. La ridotta profondità dei fondali non consente la realizzazione di un porto turistico che qui non è perseguito come obbiettivo e risulterebbe più difficilmente compatibile col la balneazione proposta. Tale proposta è coerente con la riorganizzazione di attività anche sportive nautiche da proporre a ridosso della città che ad oggi non trovano spazi disponibili nell’area portuale di Bari, vuole preservare una realtà esistente che sebbene piccola una volta riorganizzata può rappresentare un’attrattiva locale essendo oltretutto collegata con le attività di ristorazione che potrebbero rappresentare i diretti acquirenti dei pescatori.

Area commerciale della darsena nautica e aree edificabili esistenti In corrispondenza della darsena nautica viene realizzato l’unico elemento costruito dell’intervento costiuito da una superficie che copre una serie di attività commerciali più strutturate organizzate intorno ad una piazza che potrà accogliere attività di ristorazione stabili e più strutturate o negozi in un complesso unico. La caratteristica della copertura sarà quella di essere tutta percorribile anche superiormente offrendo una vista panoramica dell’area pur avendo una contenuta altezza. Immediatamente ed in coerenza con il disegno generale di cui lei stessa è conclusione alle sue spalle viene lasciata l’area edificabile già identificata dal prgc per consentire un completamento organico dell’intervento che contribuirà a recuperare ulteriori fondi con gli oneri di urbanizzazione. Il progetto da una suggestione della possibile conformazione delle edificazioni da realizzare che sono tutte rivolte verso il mare e potranno avere livelli degradati un primo livello più interno raccolto intorno ad una pizzetta commerciale e un secondo esterno per le residenze. Un sistema di parcheggi retrostanti soddisferà le esigenze normative oltre ad offrire un certo numero diposti auto anche per la darsena nautica.

Potenziale sviluppo immobiliare delle aree libere Le dinamiche di riqualificazioni renderanno le arre libere presenti sull’area sicuramente appetibili contribuendo a dare ulteriore sviluppo all’area e ad innalzare i valori dell’area. Una verifica realizzata a livello territoriale di Bari nord ha evidenziato la scarsezza dell’offerta di centri commerciali medi e grandi che non qui e nei quartieri limitrofi presenti; sicuramente gruppi privati potrebbero manifestare interesse a realizzare insediamenti attratti dall’intervento intrapreso e contribuire anche finanziariamente alla realizzazione della riqualificazione partecipando alla realizzazione delle infrastrutture.

L’arredo urbano: sedute, sistema dei chioschi, passerelle e passeggiate, il verde

Il sistema commerciale diffuso: i chioschi mobili, chioschi fissi Un intervento così esteso consente di generare delle dinamiche economiche locali soprattutto a fronte della scarsezza dell’offerta di servizi nel quartiere. Sicuramente anche il quartiere, al di là delle iniziative previste dal progetto, nel tempo parteciperà alla riqualificazione andando ad arricchire il contesto di servizi che oggi non avrebbero utenza. Il progetto all’interno dell’area d’intervento prevede la realizzazione di una serie di attività commerciali fisse, i chioschi/negozietti/ristorantini posti alla radice di ogni pennello; saranno le attività di presidio dell’area che essendo aperte tutto l’anno. Le attività sono prima di tutto da recuperare verificando quanto già presente in loco e integrando l’offerta con una loro implementazione (oggi vendo mitili – domani li offrirò anche per una consumazione rapida sul posto); la tradizione barese ricca di suggestioni culinarie facilmente declinabili per tali applicazioni, che appare coerente con uno sviluppo consapevole, e sostenibile. Sulle spiagge libere sono proposte delle strutture che ospiteranno sia i servizi igienici che un fronte commercial e per ristorazione veloce, affitto attrezzature sportive, che vendita di prodotti legati alla balneazione. Tali elementi sulla scia dei “ciringhitos” spagnoli saranno strutture montabili e smontabili stagionalmente e offriranno un servizio diretto sulla spiaggia. L’accesso alle spiagge stesse per garantire l’accessibilità alle spiagge e ai chioschi anche da diversamente abili saranno realizzate con pedane in legno e collegheranno i percorsi dell’area verde attrezzata con in chioschi. Fondamentale ai fini della unitarietà d’immagine che l’amministrazione adottando le proposte progettuale sottoposte crei una sorta di piano d’arredo o più semplicemente un abaco di soluzioni predefinite per i manufatti da installare destinare alle piccole attività commerciali sul litorale e che ne imponga l’acquisto, in modo che la proprietà diretta deli operatori sia ma migliore garanzia della loro cura e manutenzione ed evitando di farsi carico di strutture da mantenere nel tempo. (vedi esperienze delle edicole e dehors di alcune città come Torino).

Elementi di arredo urbano Il progetto si propone come sistema integrato di soluzioni che a seconda della localizzazione si concretizzano in differenti elementi variabili nelle forme e funzioni ma tutti accomunati da matericità e filosofia. Nella scelta dei materiali si è tentato di utilizzare risorse locali come la pietra bianca caratteristica, i muretti a secco, per facilitare il reperimento degli stessi sia per la fase di realizzazione che per i futuri interventi.

Le cordolature che delimitano i percorsi pedonali sulla “treccia” la dove si innalzano con funzione di contenimento terra o bordo di contenimento delle aiule saranno rivestiti in pietra richiamando i muretti a secco tradizionali. La dove i muretti lato spiaggia s’innalazano di quota in corrispondenza dei bagni, nel dislivello potranno essere incassate le cabine in modo da non essere visibili dalla strada ed evitando di ostacolando la visuale del panorama. Le sedute lungo le passeggiate saranno realizzate con un corpo in cemento armato rivestito in pietra locale bianca; il sistema delle sedute è pensato in materiali e dimensioni tali da essere poco sensibile da atti vandalici e per resistere alle condizioni meteoriche di prossimità al mare.

I totem presenti agli estremi dei differenti ambiti sono delle sculture in acciaio o macchine urbane che si richiamano da un capo all’altro dell’intervento. La notte una propria illuminazione li caratterizza, e diventano anche dal mare segno d’individuazione dell’area. Gioco e segno del rinnovamento dell’area.

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