Lapide con Inscrizione
© Studio AR.CO. . Pubblicata il 03 Giugno 2009.
- Chiesa di S. Facondino nei villaggio omonimo. NOTIZIE STORICHE La Chiesa di S. Facondino è la più antica delle Chiese Gualdesi oggi esistenti, ed è sempre stata a capo di una Parrocchia, che negli antichi documenti, sino al XVI secolo, trovasi indicata, non sappiamo perchè, come « Parocia Serre Sicce » oppure « Parocia S. Facundini sive Sérresicce » la quale ultima parola spesso riscon¬trasi scritta anche sotto altre forme, ad esempio: Serresiche, Serre-sicché e simili. A questa Chiesa, diede origine il santo Vescovo Tadinate di cui porta il nome e del quale già abbiamo parlato a proposito dell’E¬piscopato Tadinate. Secondo una vecchia leggenda, riportata in tutte le nostre Cronache e Agiografie medioevali, subito dopo la morte di S. Facondino, avvenuta il 28 Agosto 607, ad un abitante di Ta¬dino, la vetusta città Romana che poi diede origine a Gualdo, ap¬parve in sogno un messaggiero celeste, per annunciargli che nel suo eremo, fra il Rio Moro, presentemente per corruzione chiamato Ro-more, ed il fiumicello Castriano, oggi detto Rio Vaccara per la vi¬cinanza del villaggio omonimo, era morto il santo Vescovo Facon¬dino e gli ordinava di condurre colà due giovenchi indomiti aggio¬gati ad un carro, di collocare su questo il corpo del defunto e di spronare poscia i giovenchi e là dove questi si sarebbero arrestati dopo la corsa, ivi doversi costruire una Chiesa destinata ad acco¬gliere la salma del Vescovo Tadinate. La leggenda prosegue nar¬rando come tutto ciò venisse infatti eseguito e come sorgesse così, circa l’anno 607, la prima Chiesa di S. Facondino, non lungi da quella attuale. Essendo poi andata di¬strutta questa prima Chiesa, durante le frequenti incursioni barba¬riche di quei torbidi tempi, .fu ricostruita pochi passi lontano, nel primo ventennio del secolo XI, e riccamente dotata, a quanto sem¬bra per opera di Rodolfo, figlio di Monaldo III dei Conti di Nocera, e fratello di quel’Offredo che vedemmo dotare invece la nostra Ab¬bazia di S. Benedetto. Da alcune antiche memorie, risulterebbe inol¬tre che alla costruzione e dotazione della Chiesa, concorse persino l’Imperatore Tedesco Enrico II, detto lo Zoppo o il Santo, trovatosi in quell’epoca a transitare con il suo seguito per la Via Flaminia. Le ossa del Santo, vennero trasferite nel nuovo Tempio e sul suolo dove sorgeva la primitiva distrutta Chiesa, fu eretto allora, per ricordo, un grande frammento di colonna rotonda sormontato da una croce di pietra. , e da quei tempi remoti, per lungo volgere d’anni,il clero e la popolazione usarono recarsi in processione sino a quel luogo, ogni anno, nel giorno della festa di S. Facondino e nella terza domenica di ogni mese. La colonna con la croce posta a ri-cordo del sito ove sorse la primitiva Chiesa, esisteva ancora nella prima metà del secolo scorso e trovavasi esattamente nel punto in cui, dalla strada che porta all’attuale Chiesa di S. Facondino, si distacca l’altra breve strada che porta al Cimitero di Gualdo, la prosecuzione della quale era anticamente chiamata la Via dei Santi. Nel piccolo campo compreso tra questo bivio e la Strada Ferrata, in mezzo a numerose tombe furono infatti ai nostri tempi scoperti i ruderi sotterranei dell’antica Chiesa, tra i quali il caratteristico pilastrino Romanico, che sorreggeva la grande mensa lapidea del¬l’Altare.
Progetto: Planimetria
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La Chiesa di S. Facondino, esternamente nulla più conserva dell’originale architettura. Internamente consta di un’unica navata, e di un’abside. La navata appare divisa in tre parti, le prime due con volta a crociera, l’ultima con volta comune a botte. Ognuna di queste parti, risulta costruita in epoca differente, per successivi in¬grandimenti della Chiesa. Più recente di tutte è l’abside, come poco prima si è detto. Sul suo pavimento, esistevano sei sepolcri che accoglievano se¬paratamente i bambini sotto i sette anni, gli adulti di sesso ma¬schile, e quelli di sesso femminile. Oggi di queste sei tombe, sol-tanto due sono visibili ancora. Sino al principio dell’Ottocento, la Chiesa fu sempre priva di Sagrestia. Questa fu formata in tale epoca prolungando posteriormente il vecchio edificio con un nuovo fab¬bricato- Però nel 1907, per ampliare la Chiesa, fu abbattuto il muro divisorio tra quest’ultima e la Sagrestia, la quale venne così nuo¬vamente a mancare, restando assorbita in qualità dì abside, nella Chiesa stessa divenuta più grande. Sul muro posteriore dell’ex Sa¬grestia, esternamente vedesi oggi murata una rozza lapide, con inscrizione in lettere Go¬tiche e con la data 1250, che per certo ricorda qualche im¬portante lavoro eseguito nel tempio. Questa lapide, forse esisteva originariamente sul muro posteriore della vecchia Chiesa, e quando a questo muro, nei primi dell’Ottocento, come si è detto, fu addossato il nuovo fabbricato della Sagrestia, la pietra fu tolta dalla sua sede perchè non restasse coperta e fu rimurata nel nuovo fabbricato dove attualmente si trova. Qui piacemi trascrivere tale inscrizione, la quale è di assai scabrosa lettura e presenta la curiosa particolarità di portare per due volte ripetuta la stessa frase e cioè: Donnus Acto fecit fieri hoc opus. Forse Io scalpellino, non soddisfatto della prima incisione, invero poco leggibile, volle, al di sotto, ripeterla con più chiari caratteri. A fianco della Chiesa, si eleva un alto campanile medioevale, somigliante ad una torre, sin dall’antico fornito di tre campane. La più grande di queste, che portava la data 1255, si ruppe nella fine del Settecento, il 28 Agosto, cioè proprio nel giorno in cui ricor¬reva la festa di S. Facondino e, senza nessun riguardo alla sua ec¬cezionale vetustà, venne in seguito barbaramente rifusa.
PROGETTO: Planimetria
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(notizie storiche tratte da “Storia civile ed ecclesiastica del comune di Gualdo Tadino” R. Guerrieri, Gubbio 1933.)
Progetto: PLANIMETRIA
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1. Premessa Il presente progetto è relativo ai lavori di consolidamento statico, restauro, ristrutturazione e messa a norma degli impianti del complesso Parrocchiale di San Facondino danneggiato dal sisma del 26/09/1997 e successivi.Tale complesso facente parte della Diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, si compone della chiesa, del campanile, dei locali ad uso sacrestia e soprastante magazzino, e di un fabbricato a civile abitazione di tre piani fuori terra e di un piano seminterrato, ad uso casa canonica e locali ad uso pastorale.Il corpo di fabbrica principale è costituito dalla Chiesa ed annesso campanile che rappresentano la porzione di edificio più antica ( vedi allegati cenni storici ); tali edifici sono stati oggetto di numerosi lavori di ristrutturazione ed ampliamento, anche in epoche recenti, per cui hanno subito sostanziali alterazioni nelle loro forme originarie; circa 20 anni orsono, con un intervento condotto dal Provveditorato alle Opere Pubbliche per l’Umbria, a seguito degli eventi sismici verificatisi nell’anno 1984, sono stati eseguiti lavori di consolidamento che hanno interessato essenzialmente la totale sostituzione del solaio di copertura della chiesa, con strutture lignee e cordoli in c.a. , ed il rinforzo del campanile mediante tirantature verticali ed il rifacimento di alcuni solai intermedi con travi, travicelli, pianelle e soletta in c.a. La chiesa, con struttura portante in muratura di pietra, è costituita da una sola navata con abside terminale sovrastante l’altare, all’interno sono presenti alcune porzioni di affreschi e dipinti. La copertura della navata è realizzata con due volte a crociera, una volta a botte ed il catino dell’abside terminale; le volte a crociera presentano delle nervature in vista impostate su sei costoloni in muratura realizzati all’interno della chiesa. La copertura non è spingente in quanto realizzata con capriata in legno, travi, travicelli e pianelle, impostate sulla muratura perimetrale al disopra delle volte di copertura della navata, con l’interposizione di un cordolo in c.a. La torre campanaria e la sagrestia della chiesa di San Facondino sono ubicate sul lato sud in aderenza alla muratura laterale della navata della chiesa e sul lato ovest in aderenza alla casa canonica. La torre è in stile prettamente medioevale in muratura di pietra. La costruzione risale agli inizi dell’anno Mille: ciò si evince da scritte esistenti su una campana. La torre fu costruita come simbolo religioso e come fortezza per la difesa dagli attacchi degli invasori. La parte superiore della cella campanaria, ricostruita tra gli anni ’20 / ’30, è realizzata in mattoni. L’attuale casa canonica della Chiesa di San Facondino, nella parte più antica, ha seguito le vicende della Chiesa. Nel corso dei secoli ha subito diverse manipolazioni, soprattutto aggiunte, ancora ben visibili e non sempre in linea architettonica con lo stile della Chiesa. La sua costruzione, nella quasi totalità è in pietra. È sempre stata abitazione del parroco il quale aveva, in antico, il compito di sorvegliare le altre zone vicine.
Progetto: PLANIMETRIA
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2. Descrizione dei danni
Progetto: SEZIONE
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A causa degli eventi sismici verificatisi il 26/09/1997 e successivi il complesso Parrocchiale ha subito vari danni che ne hanno determinato la parziale inagibilità.
Progetto: PROSPETTO
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Chiesa A causa degli eventi sismici, la Chiesa ha subito vari danni, sono state riscontrate lesioni sulle nervature delle volte a crociera e le vele presentano lesioni e distacchi dai muri perimetrali. Anche il catino dell’abside è lesionato, con fessure sui mattoni in prossimità della imposta sul muro lato destro e in sommità. L’arco di collegamento tra la volta a botte e il catino dell’abside è fessurato nella vicinanza della chiave. Lesioni passanti sono presenti sulla facciata principale: sull’arco sopra la porta e sull’arco dell’apertura soprastante il portone di ingresso.Lesioni sono evidenti all’esterno sulla parete lato nord e i coppi del manto di copertura si sono in parte spostati a causa dell’evento sismico. La Chiesa presenta inoltre un abbassamento del muro destro di appoggio della navata: l’imposta delle volte a crociera e della volta a botte non sono alla stessa quota, comunque questo abbassamento in fondazione non è imputabile al terreno attuale.
Progetto: PROSPETTO
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Torre Campanaria – Sacrestia A causa degli eventi sismici, la torre campanaria e i locali della sagrestia si sono distaccati con evidenti fessure ed in seguito ai sopralluoghi effettuati dai tecnici la torre è stata dichiarata inagibile come pure i locali al primo piano sopra la sagrestia sono stati oggetto di Ordinanza con inagibilità parziale. La torre campanaria è realizzata in gran parte a faccia vista: la stuccatura e incassata di alcuni centimetri rispetto alla faccia esterna della pietra. Alcune crepe sono ben visibili sul lato sud e sul lato est, però causa il tipo di stuccatura, eventuali fessure esterne alle varie altezze della torre non sono rilevabili con precisione. La muratura alla base della torre, sul lato esterno, è degradata e necessita di consolidamento con interventi di cuci-scuci.
Progetto: PROSPETTO
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Casa Canonica La struttura portante è in muratura di pietra e il fabbricato è distribuito su tre livelli, più la soffitta praticabile. Il collegamento tra i piani è realizzato con una scala interna ( la stessa che collega la sagrestia al locale di sgombero al primo piano ) realizzata con una volta a mattoni appoggiata sui muri perimetrali. Il fabbricato, agli inizi degli anni ’90, è stato oggetto di interventi, con la sostituzione completa del tetto: è stato realizzato in opera un solaio di copertura in latero-cemento e la relativa cordolatura di piano sui muri perimetrali. Tutti gli altri solai esistenti sono realizzati parte in travi in ferro e voltine e parte in latero-cemento.Sono state riscontrate lesioni passanti sulla parete nord e sull’angolo nord-ovest.Le piattabande in mattoni di alcune finestre sono fessurate e una finestra al piano terra sul lato ovest è stata puntellata.Lesioni sono presenti sull’intradosso delle voltine della scala che collega il piano terra con il piano primo.
Progetto: PROSPETTO
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3. Ristrutturazione Architettonica Il progetto architettonico, sulla base delle considerazioni storiche sopracitate, prevede interventi così distinti:
Foto stato attuale
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3.1 – Chiesa Rimozione delle pavimentazioni in cotto poste in epoche diverse, deteriorate in parte e di scarso interesse storico e sostituzione con pavimento in lastre di pietra calcarea, previa esecuzione di opere fondali, solaio areato e impianto di riscaldamento a pavimento; Rimozione degli intonaci interni in malta cementizia ove ammalorati o eseguiti in modo grossolano, messa il luce delle pellicole pittoriche ove presenti preventivamente individuate mediante saggi di scopritura; riprese di intonaci a base di calce; Sostituzione della porta a bussola realizzata parte in muratura e parte in legno con bussola realizzata interamente in cristallo; Rimozione degli infissi ad eccezione della vetrata policroma in facciata e ripristino della finestra abside lato sinistro con sistemazione di vetrate policroma fisse al posto della tre finestre dell’abside e delle due simmetriche poste sul terzo settore della navata; Rimozione della base dell’urna contenente le spoglie del Santo e nuova collocazione dell’urna su basamento in pietra naturale nella zona presbiteriale dietro l’altare; Nuovo altare e nuovo tabernacolo; Interventi esterni consistenti nella stuccatura della pietra a vista, rimozione della fascia bassa di intonaco lungo il lato sinistro, rimozione dell’intonaco in facciata principale e ripristino della pietra a faccia vista, rimaneggiamento della copertura, inserimento di guaina bituminosa e nuovi canali di gronda e pluviali; Impianto elettrico completo ed impianto di amplificazione. Impianto termico a pavimento.
Foto stato attuale
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Per il recupero completo dei dipinti in oggetto e per la loro salvaguardia durante gli interventi di consolidamento statico e di rifacimento della copertura, sono da prevedersi le seguenti operazioni: Completamento del descialbo dei dipinti, da eseguirsi meccanicamente mediante l’ausilio del bisturi; Ristabilimento tra la muratura e l’intonaco di supporto del dipinto mediante iniezione di malta idraulica premiscelata (tipo PLM A), previa effettuazione di stuccature temporanee di riempimento nelle fessurazioni, per evitare la fuoriuscita della malta fluida; Ristabilimento dell’adesione tra i diversi strati dell’intonaco di supporto del dipinto mediante iniezione di malta idraulica premiscelate per i distacchi di notevole entità, e mediante iniezione di resina acrilica in emulsione (tipo PRIMAL AC 33), eventualmente ispessita con silice micronizzata; Ristabilimento della coesione della pellicola pittorica in presenza di accentuati fenomeni di disgregazione, con resina acrilica in emulsione a bassa concentrazione (tipo PRIMAL AC 33), da applicarsi a pennello con carta giapponese e con successiva pressione a spatola; Rimozione delle stuccature temporanee eseguite preliminarmente alla pulitura; Stuccatura delle lacune e fessurazioni della superficie pittorica, da eseguirsi con malta di calce tipo LAFARGE e inerti diversi (poveri di marmo, sabbie silicee, pozzolana superventilata), in analogia per colorazioni e granulometria con quella originale; Protezione temporanea delle superfici dipinte da eseguirsi con applicazioni successive di resina acrilica in percentuali crescenti (PARALOID B 57), in modo da creare un film idrorepellente e proteggere i dipinti durante gli interventi strutturali. Questo strato andrà alleggerito e parzialmente rimosso una volta ultimati i lavori edilizi e prima di procedere alla reintegrazione pittorica. 3.2 – Campanile Gli interventi sul campanile sono rivolti essenzialmente al mantenimento delle caratteristiche attuali, con la stilatura e stuccatura della pietra a vista, il restauro della cella campanaria ed interventi strutturali eseguiti dell’interno (vedi relazione specifica). Sono previsti anche interventi di sistemazione del manto di copertura.
Foto stato attuale:TORRE CAMPANARIA
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3.3 – Casa Parrocchiale Interventi interni consistenti in demolizione dei tramezzi, rimozione degli infissi, demolizione degli intonaci, ridistribuzione interna ed adeguamento igenico-funzionale, nuovi impianti termoidraulico ed elettrico, nuovi infissi in legno, tinteggiature e finiture varie. Interventi esterni con demolizione intonaci in malta cementizia ove presenti con ripristino della pietra a faccia vista, stilatura e stuccatura della pietra a vista, rimozione dei riquadri di finitura in prossimità del portone di ingresso inadeguati nel contesto architettonico, rimaneggiamento della copertura, inserimento di guaina bituminosa e nuovi canali di gronda e pluviali. Nel blocco della casa parrocchiale è compresa anche la sagrestia che sarà oggetto di interventi analoghi alla casa parrocchiale.
Stato Attuale: INTERNO
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4. Interventi Strutturali 4.1 – Fondazioni Canonica Realizzazione di una nuova fondazione in calcestruzzo armato all’interno e all’esterno della casa parrocchiale; La fondazione sarà vincolata alla fondazione esistente con ancoraggi posizionati ad intervalli regolari.
Stato attuale: INTERNO
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4.2 – Fondazioni Chiesa Realizzazione di una nuova fondazione in calcestruzzo armato all’esterno della Chiesa; La fondazione sarà vincolata alla fondazione esistente con ancoraggi posizionati ad intervalli regolari; Realizzazione di nuova fondazione in calcestruzzo armato all’interno e all’esterno del fabbricato.
Foto stato attuale
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4.3 – Demolizione intonaci Canonica Demolizione dell’intonaco interno sui muri del piano seminterrato e rifacimento con intonaco deumidificante; In conseguenza all’intervento in fondazione sui miri interni, sarà sostituito tutto il pavimento del piano seminterrato.
FOTO STato attuale
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4.4 – Murature Chiesa L’intervento da eseguire sui muri della Chiesa sarà svolto dall’esterno; Saranno eseguite iniezioni di resine poliuretaniche; L’intervento ha come obbiettivo il riempimento dei vuoti, l’incollaggio del materiale sciolto interno al muro e la sarcitura delle lesioni e microfessurazioni; Saranno adottate resine poliuretaniche in totale assenza di acqua, al fine di salvaguardare la superfici affrescate interne; Completerà l’intervento la successiva stuccatura finale delle connessioni utilizzando malta storica.
San Facondino: CERAMICA POLICROMA
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4.5 – Murature Canonica Le murature della casa parrocchiale sono in pietra non squadrata e a seguito del terremoto si sono formate lesioni e microfessurazioni per la inconsistenza della malta legante; L’intervento sulle murature della casa parrocchiale è previsto con iniezione di boiacca a base di calce; Asportazione delle zone di intonaco esterno esistente, risarcitura delle lesioni, stuccatura della pietra a faccia vista; Intonaco di calce all’esterno, sulle parti in pietra non a faccia vista.
4.6 – Fondazione Campanile Realizzazione di micropali sul perimetro esterno del campanile; Realizzazione all’esterno del campanile di travi di fondazione ancorati ai micropali perimetrali; Realizzazione di una platea di fondazione all’interno del campanile, collegata con ancoraggi passanti alle travi di fondazione esterne.
4.7 – Consolidamento Campanile Inserimento di profilati metallici sull’estradosso dei solai, ancorati su perfori armati e resine epossidiche ai muri perimetrali; Inserimento di profilati metallici ( tiranti verticali ) sugli angoli interni del campanile, ancorati con perfori armati e resine epossidiche ai muri perimetrali; Collegamento tramite saldatura dei tiranti verticali e dei profilati orizzontali; Risarcitura delle lesioni; Stuccatura della pietra esterna e della pietra interna; Iniezione di boiacca di calce per i prime tre livelli del campanile; Iniezione di resine poliuretaniche per i livelli superiori del campanile.
4.8 – Consolidamento solai Demolizione dei pavimenti esistenti; Inserimento sull’estradosso del solaio di tiranti, realizzati con profilato a L, ancorato con perfori armati ai muri portanti; Consolidamento del solaio in latero-cemento con soletta e rete elettrosaldata, ancorata con perfori armati e resina epossidica, eseguiti sull’estradosso del solaio; Inserimento dell’impianto elettrico e termico; Rifacimento del pavimento; Consolidamento del solaio con travetto in ferro e voltini in mattoni con soletta e rete elettrosaldata; Le armature saranno collegate con connettori metallici saldati sull’ala superiore della trave in acciaio; Demolizione del solaio in legno esistente; Rifacimento con un nuovo solaio in legno, con trave, travetto, pianelle e soletta armata; Realizzazione della coibentazione, della guaina e dalla copertura con coppi vecchi.
4.9 – Consolidamento volte a crociera Chiesa Le volte a crociera sono realizzate con mattone posizionato di testa; L’intervento prevede la ripulitura dell’estradosso delle volte, con asportazione del materiale pulverulento e l’asportazione del materiale di rinfianco in prossimità dell’imposta della volta; Getto di calcestruzzo alleggerito per ripristinare il rinfianco delle volte; Consolidamento delle volte con l’inserimento di fibre; Le fibre di carbonio saranno posizionate con nastri della lunghezza di cm 10, posizionati a tratti sull’estradosso della volta.
4.10 – Consolidamento volta in muratura Chiesa La volta a botte della chiesa e il catino dell’abside sono con conci in pietra sbozzata; L’intervento prevede la ripulitura dell’estradosso con asportazione del materiale pulverulento e l’asportazione del materiale di rinfianco in prossimità dell’imposta della volta; Getto di calcestruzzo alleggerito per ripristinare il rinfianco delle volte; Consolidamento delle volte con l’inserimento di fibre di carbonio sull’estradosso delle volte, previa applicazione di malta tixotropica, localizzata alla superficie della fibra di carbonio; Le fibre di carbonio saranno posizionate con nastri della lunghezza di cm 10, posizionati a tratti sull’estradosso della volta; Il tetto della Chiesa è costituito da un solaio in legno appoggiato sulle capriate lignee; L’intervento prevede l’inserimento di tiranti metallici vincolati al cordolo pavimentale esistente sulle murature; I tiranti saranno posizionati in prossimità della catena lignea delle capriate; Inserimento di elementi metallici sulle capriate in legno, al fine di migliorare il nodo della capriata; Intervento cuci / scuci e perforazioni armate al fine di realizzare l’ancoraggio delle parti di muratura che si sono distaccate; Sostituzione degli Architravi in legno danneggiati con nuovi architravi in legno; Consolidamento della piattabanda della finestre e delle porte da realizzare in mattoni; Consolidamento delle volte della scala in mattone in foglio mediante: smontaggio dei gradini e svuotamento della volta delle scale; consolidamento della volta in mattoni con soletta armata; rifacimento della scala con montaggio dei gradini. Abbassamento dell’attuale quota di calpestio mediante scavo a sezione obbligata; Realizzazione di uno strato di drenaggio ed esecuzione di nuova rete fognaria per lo smaltimento delle acque; Esecuzione di nuovo massetto armato e posa in opera di nuova pavimentazione in cotto.
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