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Napoli (NA), Italia

Progetto Preliminare del tracciato della ferrovia del Parco Nazionale del Vesuvio

Efficace, efficiente, leggera, invisibile

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L’impianto proposto è una classica telecabina ad ammorsamento automatico dotata di veicoli a 8 posti. Si tratta di una tipologia di impianto particolarmente adatta per le funzioni richieste, per i motivi seguenti: consente di ottenere una portata elevata (dell’ordine di 2400 persone / ora per senso di marcia) in modo economico; la portata elevata è raggiunta però non con un numero ridotto di corse con convogli di grande capienza ma al contrario con vetture distanziate di piccole dimensioni con partenza ogni 12 secondi, riducendo in questo modo le frustrante sensazione di attendere il convoglio alle fermate; a tutti gli effetti è un sistema continuo simile ad una scala mobile o un tapis roulant; offre a tutti i passeggeri un comodo posto a sedere, con visione panoramica in tutte le direzioni costituisce un’attrattiva di per sé, aumentando in modo significativo la frequentazione turistica della zona servita la velocità di marcia (dell’ordine di 6 m/sec) è abbastanza elevata per rendere efficace il servizio di trasporto, ed abbastanza lenta per consentire di fruire della funzione panoramica e spettacolare per un tempo ragionevole è una tipologia di impianto largamente diffusa e sperimentata che offre garanzia di regolare funzionamento consente il trasporto di disabili senza particolari provvedimenti aggiuntivi E’ un sistema comunemente utilizzato all’interno dei parchi nazionali, sia in Italia che all’estero, rappresentando una soluzione eco-sostenibile per il trasporto delle persone in zone impervie, dove è necessario superare grandi dislivelli evitando costose ed impattanti opere d’arte in galleria o viadotto. E’, a parità di prestazioni, il sistema di trasporto a fune più economico ed affidabile presente sul mercato. Consente una permeabilità assoluta in senso trasversale, si adatta all’orografia del luogo, appoggiandosi lievemente al terreno con carichi modesti ed opere completamente reversibili. Il tracciato è stato definito in modo da garantire le connessioni richieste ricalcando il tracciato della antica Ferrovia Cook e del sistema di risalita al Cratere (funicolare e seggiovia). Il tracciato della telecabina raggiunge l’attuale piazzale a quota 1000 e mantiene dunque invariate le prestazioni dell’attuale modello di accessibilità. L’ipotesi del Bando di terminare il sistema di risalita all’Atrio del Cavallo, 210 metri al di sotto della quota attuale del piazzale per auto e autobus, 1,2 km di distanza, al 15% di pendenza, 40’ di cammino, non è realistica. La telecabina è l’unico sistema di trasporto in grado di poter assicurare in sicurezza questa opportunità, recuperando un tracciato esistente ed ai costi previsti dal Bando di gara. Il tracciato ha una lunghezza totale di circa 4000 m ed un dislivello di circa 750 m, ed è diviso in tre tronchi, ognuno della lunghezza di circa 1300 m. Il profilo verticale del terreno è abbastanza regolare, senza accentuate concavità o convessità, e consente di individuare una linea che si sviluppa ad una quota da terra abbastanza limitata, tale da non generare disagio nei passeggeri; la distanza da terra limitata è anche essenziale per rendere facili e veloci le operazioni di salvataggio, in caso di emergenza. Lungo la linea sono disposti 26 sostegni; 10 nel primo tronco, 8 nel secondo, 8 nel terzo; tenendo conto delle 3 stazioni intermedie, la lunghezza media delle campate è di circa 140 m. Rispetto a quanto previsto nel Bando di gara, per quanto tecnicamente possibili, due delle fermate suggerite dal bando, ritenute non indispensabili sono state eliminate (Tirone e Case Matrone). L’andamento del tracciato è una spezzata che a partire dalle Officine Cook si appoggia sul pendio subito al di sotto dell’Osservatorio Vesuviano, successivamente aggira il Colle Umberto raggiungendo la stazione in prossimità dell’Atrio del Cavallo. Di qui, con un’altra rotazione, si giunge all’attuale piazzale a quota 1100. Il tracciato a spezzata è stato individuato in modo tale da minimizzare l’impatto con zone boscose di pregio. Più della metà della linea (53%) evita l’attraversamento di boschi. Dei boschi attraversati, più della metà sono costituiti da rimboschimenti recenti, tutti successivi alla eruzione del ’44. Tutte le stazioni, i vertici della spezzata, sono state posizionate al di fuori delle zone a bosco, in zone già compromesse dall’edificazione o occupate dalle infrastrutture esistenti (Cook e Cratere) o su cespuglietti (Osservatorio e Atrio del cavallo). La linea corre per buona parte adiacente alla strada panoramica con l’obiettivo di limitare anche al minimo l’impatto delle strade di cantiere e di accesso carrabile alle stazioni per motivi di sicurezza e manutenzione. La linea non ha alcun impatto sul reticolo idrografico di alvei e canali. Il tracciato scopre con lentezza una sequenza indimenticabile di vedute. In assoluto silenzio, con un leggero dondolio interrotto di tanto in tanto da un salto poco più violento in corrispondenza dei sostegni. La spezzata ha il compito di accentuare la discontinuità e la molteplicità delle vedute, attraverso l’aggiramento del Colle Umberto e la successiva scoperta del Monte Somma e del grande Cono. Il Golfo di Napoli, la Penisola Sorrentina, Ischia sono viste che lentamente appaiono per poi lentamente scomparire ed essere sostituite da campi più corti in cui lave, rocce, ginestre e boschi si impadroniscono del nostro sguardo. La linea attraversa baricentricamente la zona delle cave Amendola-Formisano rinaturalizzate con una scelta di specie tali da creare superfici geometriche monocromatiche nelle zone pianeggianti delle cave. Tra queste ultime, un vivaio delle specie autoctone ed il parcheggio di scambio, ricavato all’interno della porzione pianeggiante più estesa della cava. Le stazioni sono caratterizzate da un involucro camaleontico. L’edificio muta secondo il paesaggio attraversato. La trasformazione riguarda la sola pelle esterna, una pelle fatta di “squame” tutte gradatamente diverse in grado di confondersi con la natura circostante grazie all’alternarsi di lamiere forate o stirate con diversi e distinti trattamenti superficiali anticorrosivi (corten, zincatura a caldo, verniciatura), zone a verde pensile, piante rampicanti, pietre. La stazione si appoggia sul terreno esistente limitando al minimo i movimenti di terra a quelli strettamente necessari per la realizzazione delle fondazioni di copertura e banchine. Le cabine della telecabina sono pensate per distaccarsi completamente dalla espressione architettonica delle stazioni e per stagliarsi nel paesaggio come un oggetto tecnologico scintillante ma allo stesso tempo elementare e divertente. L’ immagine richiama una bolla di sapone, una biglia, l’astronave di una serie di famosi cartoni animati.

Plani

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Cook_01_ingresso_large

Atriocavallo_sciara_large

Atriocavallo_interno_large

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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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