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DUEVILLE (VI), Italia

Riqualificazione urbanistica ed architettonica dell'area ex Lanerossi

Concorso di idee

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L’idea alla base del progetto per la Riqualificazione urbanistica ed architettonica dell’area ex Lanerossi è quella di ricomporre, definendolo con precisione, l’isolato all’interno del quale è collocato l’ex opificio della Lanerossi e alcuni degli edifici pubblici principali del comune di Dueville. L’isolato viene immaginato come un grande parco, a servizio della città, delimitato da una recinzione e da un filare continuo di alberi ad alto fusto. L’ingresso principale al parco avviene da sud, tra la villa Monza e l’edificio della ex Lanerossi, mentre altri numerosi accessi, disposti lungo tutto il perimetro ne permettono la fruizione da diversi punti della città. Al suo interno, circondati dal verde, si dispongono liberamente gli edifici con le loro funzioni (municipio, biblioteca, centro culturale) e, recuperando parte dell’edificio esistente, ma conservandone comunque l’ingombro complessivo, le nuove attività previste dal programma del concorso. Completa il progetto l’intervento destinato alla residenza costituito da una serie di edifici pluripiano concentrati nella porzione nord-ovest dell’isolato. In questo modo la maggior parte dell’area a disposizione rimane libera dall’edificazione e si configura, secondo l’idea progettuale di base, come un grande parco urbano.

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L’acceso principale al parco avviene da sud attraverso una strada / piazza di penetrazione disposta tra la villa e l’ex opificio. Si tratta dell’elemento di distribuzione principale dell’intero sistema e assume un valore importantissimo perché si ipotizza che su di esso si possano svolgere il mercato settimanale della città e le altre iniziative a carattere pubblico che attualmente trovano sede lungo le strade e sul sagrato della chiesa. Questo elemento viene immaginato a carattere esclusivamente pedonale. Infatti, garantito l’accesso ai mezzi di servizio e ai banchi del mercato, si prevede che le automobili rimangano all’esterno del parco, trovando posto nei parcheggi localizzati sul perimetro del parco sui lati nord ed est, o in un parcheggio interrato previsto proprio al di sotto di questa piazza e al quale si accede da una rampa localizzata al suo inizio. In questo modo all’interno dell’area viene evitato l’accesso alle automobili e tutto il parco e il suo contenuto sono caratterizzati da una mobilità esclusivamente pedonale.

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Di questa nuova configurazione ne beneficia di conseguenza anche la villa Monza, sede del Municipio, che torna ad avere, come in origine, sul fronte principale, un giardino alberato.

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La scelta progettuale di delimitare precisamente questo isolato, con la definizione del parco urbano, ha certamente come conseguenza di escludere da questo sistema alcuni elementi importanti della vita del paese, in particolare la chiesa e la stazione ferroviaria, ma proprio la forza che assume questo nuovo elemento amplifica l’importanza del Viale della Stazione, ora ben definito e privo delle attuali smembrature che lo caratterizzano, precisando di conseguenza anche gli elementi che su di esso si attestano in particolare la chiesa con il suo sagrato liberato dalle funzioni attuali. Anche la stazione dei treni diventa un elemento importante ponendosi alla conclusione di questa prospettiva delimitata dal nuovo parco e dalla chiesa. Di essa si ipotizza un ampliamento sul lato ovest della ferrovia. In questo modo attraverso il collegamento di questi due elementi, mediante un sottopassaggio o una pensilina, si garantirebbe il collegamento delle due parti di città ora divise dai binari. Per quanto riguarda l’edificio dell’ex-Lanerossi l’intento progettuale è quello di mantenere la parte più vecchia della costruzione e di demolire, anche per far fronte alle nuove esigenze dei contenuti in esso previsto, le parti non necessarie o di ridotto valore culturale, mantenendo tuttavia l’ingombro del sedime attuale e la maglia strutturale che lo caratterizza. In fase di esecuzione si valuterà tuttavia la possibilità di mantenere la maggior parte dell’edificio esistente considerando con attenzione il rapporto costi / benefici. Il mantenimento degli edifici esistenti appare infatti poco vantaggioso anche dal punto di vista economico tenendo conto, in particolare, degli standard richiesti per quanto riguarda la resistenza termica e la sicurezza. Tuttavia riproponendo inalterata la maglia struttura e recuperando comunque gli elementi più significativi (pilastri in muratura, colonne in ghisa) si mantiene costante l’importante memoria storica di cui è carico questo edificio. Il “nuovo edificio” è costituito da un elemento principale disposto in direzione nord-sud, caratterizzato da un portico all’interno del quale sono localizzate le attività commerciali previste. Il portico diventa anche l’elemento di distribuzione agli altri edifici, disposti ortogonalmente ad esso, all’interno dei quali trovano sede le funzioni richieste dal bando del concorso. Il complesso di questi edifici è caratterizzato dall’alternanza di volumi e spazi aperti che da un lato aumentano la percezione globale dell’idea di parco urbano e dall’altro garantiscono un alto grado di riservatezza alle diverse funzioni. Le scuole in particolare hanno infatti a disposizione, ciascuna di esse, uno spazio aperto riservato. Il riutilizzo delle strutture esistenti, o la riproposizione dei loro caratteri peculiari, garantisce, grazie alla presenza dei lucernari la migliore illuminazione naturale possibile. Completa l’intervento di “ristrutturazione” dell’ex opificio Lanerossi la sopraelevazione nella parte nord dell’elemento che definisce la nuova piazza mercato. Un volume quasi esclusivamente vetrato alleggerisce il finale di questo edificio. In esso troveranno collocazione uffici privati o abitazioni.

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Per quando attiene alla residenza si è scelto non intervenire nell’ex edificio Lanerossi, assegnandoli in questo modo una funzione esclusivamente pubblica, e concentrandola esclusivamente nella parte nord dell’area. Una rampa carrabile, alla quale si accede da Via Ortigara, permette di raggiungere un parcheggio interrato ad uso esclusivo delle abitazioni. In questo modo anche la parte residenziale del progetto assume, a livello del suolo, un aspetto esclusivamente pedonale. Le abitazioni appaiono anch’esse immerse nel parco amplificando la valenza di tutto l’intervento e completata dalla copertura a verde che dona di tutto l’insieme una vista zenitale quasi naturale. Gli affacci di tutte le zone giorno delle residenze sono concentrati sui lati meglio esposti al sole. Nell’attacco a terra si favoriscono le relazioni tra i diversi edifici con giardini e alternanza di spazi esclusivi e comuni. L’utilizzo di facciate rivestite in elementi di laterizio garantisce anche in questo caso un richiamo alla storia e alle tradizioni di questi luoghi. Il progetto qui indicato è uno dei possibili: l’idea è quella che l’edificazione a carattere residenziale venga concentrata in questo settore dell’area di intervento, aumentando anche l’altezza dei fabbricati, in questo caso sono sei i piani fuori terra, e rendendo l’operazione appetibile anche dal punto di vista commerciale.

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