Il Sole 24 Ore
Presentato alla Camera il progetto del Memoriale per i caduti di pace
Un articolo di Nicoletta Cottone
Un memoriale che possa annunciare un messaggio di pace, informare e favorire una cultura politica fondata sulla memoria condivisa, sul rispetto e sul dialogo tra le parti, senza dimenticare l’articolo 11 della Costituzione: «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali». Il direttore del Sole 24 Ore Gianni Riotta ha presentato oggi nella sala del Mappamondo di Montecitorio il progetto “Trenta idee per il monumento ai caduti italiani nelle missioni di pace”, alla presenza del presidente della Camera Gianfranco Fini, del leader dell’Udc Pierferdinando Casini e del vicesegretario del Pd Enrico Letta.
Il Sole 24 Ore ha lanciato l’iniziativa il 22 settembre, all’indomani dell’attentato del 17 settembre a Kabul, in cui hanno perso la vita sei paracadutisti italiani: la proposta è quella di ricordare con un monumento tutti i militari italiani caduti nelle missioni internazionali di pace, ben 138, dal 1950 in Eritrea all’Afghanistan di oggi, dai Balcani alla Somalia, da Beirut all’Iraq.
Trenta gli artisti e architetti italiani e stranieri che hanno dato all’iniziativa un contributo di idee che ha arricchito l’iniziativa e l’ha trasformata in progetto. Al concorso di idee hanno partecipato grandi architetti stranieri, dall’americano Libeskind, autore del museo dell’Olocausto di Berlino allo svizzero Botta, al francese Ricciotti, ai giovani inglesi Carmody e Groarke, già autori del memoriale per le vittime della strage di Londra del 7 luglio 2005.
Moltissime le idee giunte in redazione da tre generazioni di architetti italiani. I più anziani, fra cui Portoghesi, Bellini, Monestiroli, Purini, Anselmi, Arnaldo Pomodoro, Garutti e Isgrò hanno raccontato il dolore della guerra, privilegiando l’idea del simbolo. I quarantenni e i cinquantenni, da Zucchi a C+S, Garofalo, Corvino e Multari, i 5+1AA hanno mescolato l’architettura con una visione politica, alla ricerca di un luogo comune in grado di superare gli steccati ideologici.
Poi i trentenni, dai romani Scape ai palermitani di Mab, migrati a Barcellona, che hanno visto questi luoghi come spazi di informazione aperti al pubblico, all’insegna delle moderne tecnologie.
Con l’occasione Il Sole 24 Ore ha affidato formalmente alle istituzioni le trenta idee creative per rilanciare l’idea di una competizione formale e concretizzare così l’operazione in un’opera reale.
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Monestiroli Architetti Associati
Filippo Isgrò
Arnaldo Pomodoro